Dire che โi controlli ci sono giร โ non basta: se funzionassero davvero, non avremmo locali aperti per anni senza licenza di pubblico spettacolo, con vie di fuga inadeguate e centinaia di ragazzi stipati in spazi non idonei.
Il caso di via Lecco a Milano, il Moma Club di Crema, il Juliette di Cremona, il Maine Club a Rogoredo, dimostrano che i controlli attuali sono frammentati, spesso reattivi e basati su un uso distorto della SCIA e dellโautocertificazione. Non รจ burocrazia: qui parliamo di piani di emergenza assenti, impianti non certificati, uscite di sicurezza insufficienti.
Chi, invece, oggi investe in sicurezza รจ penalizzato dalla concorrenza sleale di chi aggira le regole. Da Regione vogliamo atti concreti, prima che sia troppo tardi. Serve un piano straordinario di controlli interforze (Prefetture, Comuni, ATS, Vigili del Fuoco, Forze dellโOrdine) sui locali di intrattenimento, soprattutto quelli senza licenza di pubblico spettacolo; formazione obbligatoria sulla sicurezza per tutti i gestori di locali che organizzano serate danzanti, anche saltuarie;
osservatorio regionale permanente sulla sicurezza nei locali, con categorie, tecnici e autoritร competenti; fondi regionali di sostegno alle PMI del settore che vogliono mettersi in regola e ammodernare le strutture e campagne di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani sui rischi dei locali non in regola.
Il MoVimento 5 Stelle Lombardia chiede atti concreti e straordinari, prima di una tragedia, non dopo


