Artigianato, sì alla riforma, ma senza qualità del lavoro e sindacati è un’occasione persa

Il settore artigiano è un pilastro economico fondamentale dell’economia lombarda con 230.000 imprese che costituiscono il 28% del tessuto produttivo lombardo ed è l’essenza stessa della nostra manifattura diffusa e della qualità del Made in Italy.

È dunque un passo corretto e condivisibile quello di puntare su digitalizzazione, sostenibilità e ricambio generazionale, come previsto dagli obiettivi di questa legge.

Riteniamo però un errore, sia politico che strategico, aver escluso le organizzazioni sindacali dalla Consulta tecnica per l’artigianato.

In Lombardia, queste realtà rappresentano circa 220.000 lavoratrici e lavoratori che meritano di essere considerati interlocutori stabili e formali dell’Amministrazione regionale.

Attraverso questo atto, chiediamo alla Giunta di valorizzare il sistema della bilateralità artigiana.

Chiediamo inoltre che l’assegnazione delle risorse regionali non avvenga a pioggia, ma sia accompagnata da criteri chiari di valutazione che premiano la stabilità occupazionale, la correttezza contrattuale e la sicurezza.
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