CRISI ELECTROLUX, PIZZIGHCRISI ELECTROLUX: SCHIAFFO AI LAVORATORI, AZIENDA ASSENTE IN AUDIZIONE. MELONI NON PUÒ FAR FINTA DI NIENTE. SARÀ LOTTA DURA

L’assenza dei vertici Electrolux in Commissione è uno schiaffo ai lavoratori e alle istituzioni. Un fatto gravissimo e inaccettabile da parte di una multinazionale che ha incassato per anni soldi pubblici italiani e ora scarica sulla pelle delle persone i propri piani di delocalizzazione.

I lavoratori sono giustamente disperati, il lavoro non è una variabile di costo, è ciò che realizza la vita delle persone e delle famiglie. Siamo di fronte a un piano di riorganizzazione nazionale spaventoso, che prevede ben 1.700 esuberi (quasi il 40% della forza lavoro in Italia) e la chiusura di Cerreto d’Esi. A Solaro, pilastro storico ed economico del Milanese e del Saronnese con circa 800 dipendenti, la situazione è ad altissima tensione. Come se non bastasse l’azienda ha finora comunicato solo l’esubero degli operai, che ammontano a 217 unità.

Non è stato fornito alcun dato sulla quota degli impiegati e il forte timore, purtroppo concreto, è che i tagli totali alla fine possano essere ancora maggiori. Electrolux definisce “insostenibile” produrre in Europa, ma continua a inseguire solo il minor costo del lavoro, distruggendo territori e comunità. Il Governo Meloni non può limitarsi agli slogan ora deve intervenire subito, con ogni strumento a disposizione, per bloccare questi tagli selvaggi e fermare la delocalizzazione. Se il Governo resta a guardare, diventa complice.

Noi saremo al fianco dei lavoratori, dentro le istituzioni e nelle piazze. Il 15 giugno al MIMIT pretenderemo il ritiro immediato delle procedure e in Lombardia chiediamo un monitoraggio permanente sulla vertenza, perché Solaro non si tocca. Difendere questo stabilimento significa difendere la storia industriale della nostra regione e il futuro di centinaia di famiglie. Sarà lotta dura, fino in fondo”

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