Crisi Gruppo BCS “500 famiglie a rischio, Regione Lombardia intervenga prima della scadenza del concordato”

«Ho chiesto la convocazione immediata di un’audizione in Commissione Attività Produttive, perché ci troviamo di fronte a una corsa contro il tempo.

Il Gruppo BCS si trova attualmente in regime di concordato preventivo in continuità aziendale per gestire un debito che supera i 40 milioni di euro.

La procedura formale si concluderà nei primi giorni di giugno: mancano pochissimi giorni e il futuro di circa 500 dipendenti diretti sul territorio lombardo, a cui si aggiunge l’enorme indotto locale, è appeso a un filo.

Non possiamo permetterci di restare a guardare. Parliamo di un’azienda che, nonostante le evidenti difficoltà finanziarie e i problemi di approvvigionamento delle materie prime, vanta ancora un prestigioso portafoglio di ordini e un marchio fortemente attrattivo sul mercato.

La forte preoccupazione dei lavoratori, culminata di recente in scioperi e cortei, è più che legittima. Il rischio del blocco della produzione e del fallimento avrebbe un impatto sociale ed economico devastante per Abbiategrasso e tutto l’Ovest Milanese.

È fondamentale che Regione Lombardia monitori la situazione da vicino e diventi parte attiva per favorire l’ingresso di nuovi investitori o partner finanziari in grado di rilanciare il brand.

Per questo motivo ho sollecitato l’apertura di un tavolo di confronto urgente che veda la partecipazione dei vertici aziendali, delle rappresentanze sindacali e dei sindaci di Abbiategrasso e Cusago.

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