Siamo di fronte a un cambiamento demografico senza precedenti: oggi l’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo e con essa la Lombardia.
Ma vivere più a lungo ha senso solo se questi anni sono accompagnati da salute, dignità e partecipazione.
Per troppo tempo abbiamo guardato alla terza età esclusivamente attraverso la lente dell’assistenza sanitaria, vedendo nel cittadino over 65 un soggetto passivo o, peggio, un peso economico per la collettività.
Con il Progetto di Legge sulla Longevità Attiva, che ho presentato in Consiglio Regionale come prima firmataria, vogliamo promuovere un necessario cambio di paradigma culturale.
Dobbiamo riconoscere oggi il divario tra età anagrafica ed età funzionale e considerare le persone anziane in Lombardia come una risorsa di competenze, valori e disponibilità che non può restare inespressa.
La nostra proposta interviene su pilastri fondamentali come l’autonomia, il superamento del divario digitale e la promozione del volontariato civico.
Vogliamo incentivare la domotica e la teleassistenza e creare ponti concreti tra le generazioni, affinché l’esperienza di chi ha costruito la nostra società diventi un valore aggiunto per i più giovani, in ambiti che vanno dalla tutela dell’ambiente alla valorizzazione dei beni culturali e garantire la sostenibilità a lungo termine del nostro sistema sociosanitario


