Quello che emerge dall’inchiesta della Procura di Milano su 𝐅𝐨𝐨𝐝𝐢𝐧𝐡𝐨-𝐆𝐥𝐨𝐯𝐨 è gravissimo e purtroppo non ci sorprende.
Parlare di paghe sotto la soglia di povertà e di 𝐬𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 significa fotografare una realtà che da tempo denunciamo: il 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐫𝐚𝐥𝐚𝐭𝐨 non è solo nei campi, ma è sempre più diffuso anche nella 𝗹𝗼𝗴𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 e nel 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐯𝐞𝐫𝐲, in Lombardia.
Come Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle mi sono sempre occupata di questa tematica, portandola nelle istituzioni e chiedendo controlli, tutele e responsabilità chiare per le aziende.
Proprio perché il problema è strutturale, abbiamo promosso anche momenti di approfondimento specifici, come il convegno dedicato al caporalato, organizzato insieme a realtà impegnate sul campo, tra cui l’associazione Terra!, per dare voce a chi lo combatte ogni giorno.
Non possiamo accettare che l’innovazione e le piattaforme digitali si reggano sullo sfruttamento e sulla precarietà.
I 𝐫𝐢𝐝𝐞𝐫 non sono persone invisibili né usa-e-getta: sono lavoratrice e lavoratori che meritano dignità, salari giusti e diritti.
Continueremo a vigilare e a batterci perché questa piaga venga contrastata con serietà, a partire dalla Lombardia.


