Non ci sono parole adeguate per lo sgomento davanti alla notizia del decesso di un ingegnere rimasto vittima oggi di un tragico incidente a Cambiago.
Alla sua famiglia e alla comunità di Treviglio va il mio più profondo cordoglio, ma la vicinanza oggi deve trasformarsi in azione.
Non possiamo restare inerti mentre la Lombardia continua, purtroppo da anni, a detenere il triste primato nazionale delle morti sul lavoro.
È una strage silenziosa che non ammette più scuse: proprio la scorsa settimana abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio Regionale per chiedere alla Giunta una vigilanza più ferrea e risorse concrete per la sicurezza nei cantieri e nei siti produttivi lombardi.
I fatti di oggi confermano tragicamente quanto questo impegno sia urgente.
Non basta più la formazione se non è accompagnata da investimenti massicci in tecnologia e da un potenziamento immediato degli ispettori.
La sicurezza non è un costo, ma un diritto inviolabile che deve venire prima di ogni logica di profitto. Continueremo a dare battaglia tra i banchi del Consiglio affinché il lavoro sia sinonimo di dignità e vita, e mai più di lutto.


