NEW!! MILANO SPARKLING METROPOLIS NELL’AMBITO DEL NUOVO PROGETTO EDITORIALE “ASPETTANDO LE OLIMPIADI 2026” INTERVISTA IL SOTTOSEGRETARIO GRANDI EVENTI SPORTIVI DI REGIONE LOMBARDIA ANTONIO ROSSI

MILANO SPARKLING METROPOLIS
NELL’AMBITO DEL NUOVO PROGETTO EDITORIALE
“ASPETTANDO LE OLIMPIADI 2026”
INTERVISTA IL SOTTOSEGRETARIO GRANDI EVENTI SPORTIVI DI REGIONE LOMBARDIA
ANTONIO ROSSI
Antonio Rossi, classe 1968, è nato a Lecco. Pluricampione olimpico, ha iniziato a fare canoa nel 1983. Nel 2004 è stato nominato ‘Ambasciatore Nazionale dello Sport’. Nel 2005 è stato eletto membro della Giunta Nazionale del CONI. Nel 2009 è stato nominato assessore allo Sport della Provincia di Lecco e dal 2013 è stato assessore allo Sport e alle Politiche per i Giovani della Regione Lombardia. Dal 2018 è sottosegretario con delega ai Grandi Eventi Sportivi in Regione Lombardia. Ha partecipato a 5 edizioni dei giochi olimpici, vincendo 5 medaglie, 3 ori, un argento e un bronzo e nel 2008 è stato portabandiera italiano alle Olimpiadi di Pechino.  
Sottosegretario Rossi Regione Lombardia è stato uno dei “partner” fondamentali che hanno portato la candidatura di Milano e Cortina ad aggiudicarsi le Olimpiadi Invernali 2026: come ha vissuto questa esperienza?
E’ stata una corsa ad ostacoli! Come Coni arrivavamo da due rinunce ai giochi estivi prima Roma 2020 e poi Roma 2024 e a livello CIO non avevamo una gran fama, per cui per recuperare un po’ di prestigio con il Presidente del Coni Malagò e con il Presidente di Regione Lombardia Maroni avevamo deciso di ospitare una sessione del CIO, proprio quella che doveva assegnare i Giochi Invernali del 2026, un grande evento con un budget di 3 milioni di Euro.
Poi ci sono state alcune rinunce da parte di altre nazioni, per esempio Salt Lake City perché Los Angeles 2028 non gradiva che ci fosse un’altra città americana che si aggiudicasse i giochi nel 2026 cioè solo 2 anni prima ed erano rimaste poche città con l’ambizione di organizzare delle Olimpiadi.
Abbiamo pensato che la Lombardia, con il suo 40% di territorio montano, sarebbe stata una Regione ideale dove lanciare la prima candidatura di Milano. In un primo momento si era pensato addirittura ad una partnership con St. Moriz, poi poco prima della chiusura dei termini per le candidature si erano presentate anche le città di Torino e Cortina.
 Da lì c’è stato un intervento del Coni per vedere se si poteva passare da tre candidature ad una sola candidatura italiana con Milano, Torino e Cortina. Il Coni ha formato una Commissione fatta di atleti e membri CIO per unire le tre candidature ma poi Torino ha fatto un passo indietro e quindi si è formato il tandem Milano e Cortina e su questo progetto abbiamo avuto anche il benestare del Governo.
Questa di Milano e Cortina è una candidatura equilibrata, in linea con l’agenda 2020 del CIO che vuole evitare la costruzione di cattedrali nel deserto, con una attenzione al budget e soprattutto alla legacy. Infatti su 14 impianti uno solo sarà nuovo cioè lo stadio di Santa Giulia che comunque rientra nei piani di gestione del territorio dove si chiede da tempo un nuovo Palazzetto dello Sport. Le Olimpiadi in questo senso servono a dare impulso a progetti preesistenti, così come per il Villaggio Olimpico per gli Atleti dello Scalo di Porta Romana che diventerà uno studentato di cui c’è molta richiesta.
Ci sono già eventi sportivi di grande livello che faranno da test per le Olimpiadi e penso per esempio alla Coppa del Mondo di Bormio per lo sci alpino maschile, penso ad Anterselva che ospita i Mondiali di Biatlon, ecc. Ovviamente le Olimpiadi sono ancora più complesse ma si collocano su una grande tradizione sportiva.
Come è andata avanti la candidatura e cosa è successo subito dopo l’aggiudicazione delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano e Cortina?
La candidatura è andata avanti anche grazie alle risposte positive alle richieste del CIO come per esempio una garanzia sin da oggi per una copertura di 24.000 posti per la famiglia olimpica, che implicava bloccare da adesso le stanze per il 2026, Stoccolma tra l’altro non  era riuscita a dare queste garanzie.
La Commissione di valutazione era molto favorevole alla nostra candidatura ma a Losanna abbiamo capito che la partita era aperta perché gli Svedesi avevano lavorato molto bene soprattutto sui Paesi anglosassoni. Siamo stati molto bravi nelle presentazioni tecniche ma soprattutto in quelle emozionali, con dei video fantastici e con le nostre atlete e atleti che hanno fatto un’ottima figura e abbiamo trasmesso l’idea di una unità di intenti anche dal punto di vista politico e così il 24 giugno 2019 abbiamo ottenuto la candidatura!
Subito dopo purtroppo è cambiato il Governo ma c’è piena collaborazione anche con l’attuale Governo con cui c’è l’intesa di realizzare la Legge Olimpica nel minor tempo possibile e questo è molto importante perché la Legge definisce il riconoscimento della Fondazione, mette alcune garanzie fondamentali e regola l’Agenzia Olimpica cioè la Società di Diritto Pubblico che poi dovrà gestire le infrastrutture, quindi il Villagio Olimpico, i rifacimenti dei vari Siti dei Giochi e le deroghe nei tempi (non certo nella trasparenza delle procedure) per eseguire le infrastrutture necessarie per l’organizzazione dei giochi e penso alla viabilità da Milano alla Valtellina, la Lecco-Bergamo, la rete ferroviaria, l’alta velocità a Brescia ecc. Nel frattempo è stato costituito il Comitato Organizzatore e sono partite le pratiche per il riconoscimento come Fondazione ed è stato designato l’amministratore delegato Vincenzo Novari e una nuova sede della Fondazione che sarà al Pirellone.
Lei è stato campione olimpionico e ha quindi una grande esperienza di questi grandi eventi. In cosa vorrebbe che si caratterizzasse l’edizione 2026 delle Olimpiadi Invernali di Milano e Cortina?
Vorrei che le Olimpiadi fossero vissute con spirito olimpico non solo dagli atleti ma soprattutto dalla cittadinanza ed in particolare dai giovani e in questi anni Regione Lombardia sarà impegnata a promuovere i dell’olimpismo.
Ovviamente i giochi sono anche un’opportunità per il Paese che le ospita perchè si mette mano alle infrastrutture che magari sono già state programmate ma che con le Olimpiadi hanno una accelerazione.
Per Regione Lombardia è anche un modo per rilanciare a livello internazionale le nostre montagne come la Valtellina cioè Bormio con sci maschile e Livigno con lo snowboard e freestyle e anche la Valdidentro con il biatlon e lo sci nordico paralimpico e tutte le discipline legate al ghiaccio che ci saranno a Milano ed è l’occasione per fare delle politiche sportive anche negli altri comprensori della Lombardia.

Condividi articolo:
Picture of Paola Pizzighini

Paola Pizzighini

Sono Avvocato Giuslavorista con 10 anni di esperienza nei più affermati studi legali Milanesi a cui è seguita una lunga esperienza in Confindustria in cui ho potuto sviluppare le mie capacità relazionali ed empatiche nelle relazioni industriali e istituzionali.

Ultimi Articoli