“Apprendiamo che per i lavoratori de “La Pavoni” non c’è nessuna vera trattativa, solo la conferma di un trasferimento di fatto impossibile, che i sindacati giustamente definiscono ‘licenziamenti mascherati’. Smeg continua a ignorare il tavolo istituzionale, come abbiamo denunciato nei giorni scorsi in Commissione, e va dritta per la sua strada, cancellando con un tratto di penna 121 anni di storia e lo slogan: ‘fatte a mano a Milano’, che ha costruito il valore del marchio.
È inaccettabile. Trenta famiglie rischiano di ritrovarsi senza lavoro perché qualcuno ha deciso che un reparto produttivo si può spostare a quasi 200 km senza porsi il problema di chi ogni giorno quelle macchine le costruisce.
Questo non è riorganizzazione è scaricare il costo sulle persone e sul territorio. Come Movimento 5 Stelle Lombardia saremo al fianco dei lavoratori e dei sindacati in ogni passaggio.
Chiediamo che Regione Lombardia smetta di limitarsi alla solidarietà di facciata e convochi immediatamente, insieme alla Regione Veneto, un vero tavolo istituzionale con Smeg, fissando condizioni chiare:
nessuno deve essere messo davanti all’aut aut: o ti trasferisci a 360 km al giorno o perdi il posto.
Se l’azienda insiste su questa linea, Regione ha il dovere politico di usare tutti gli strumenti a disposizione, a partire da incentivi e relazioni istituzionali, per difendere occupazione, competenze e filiera produttiva sul nostro territorio.
I lavoratori non possono essere trattati come numeri in un bilancio”


