PER IL CICLO DI INTERVISTE “VOCI DAL TERRITORIO” MILANO SPARKLING METROPOLIS INTERVISTA GIORGIO SALVO CANDIDATO SINDACO DEL COMUNE DI SAN GIULIANO MILANESE

PER IL CICLO DI INTERVISTE

“VOCI DAL TERRITORIO”

MILANO SPARKLING METROPOLIS INTERVISTA

GIORGIO SALVO

CANDIDATO SINDACO DEL COMUNE DI SAN GIULIANO MILANESE PER LA COALIZIONE DI CENTRO-SINISTRA A CUI ADERISCE ANCHE M5S

PAOLA PIZZIGHINI, giornalista e co-founder di Milano Sparkling Metropolis, attivista di M5S, contribuisce da tempo alla nuova fase di discussione e di riorganizzazione del Movimento.

Questo, in particolare, con il progetto editoriale “Voci dal Territorio” che ha la finalità di dare appunto voce alle idee di rinnovamento e alle istanze del territorio milanese e che oggi ospita in questa intervista il Candidato Sindaco del Comune di San Giuliano Milanese, GIORGIO SALVO.

CHI E’ IL NOSTRO INTERVISTATO GIORGIO SALVO

Ho 30 anni e sono nato e cresciuto a San Giuliano Milanese.

Sono laureato in Giurisprudenza e nella vita faccio il consulente aziendale per la sicurezza delle informazioni da quasi 5 anni. Ho iniziato a fare politica con le liste civiche a 5 stelle a 18 anni e ho visto tutta l’evoluzione del MoVimento, dal periodo dei meetup all’approdo al Governo. Ho già vissuto altre campagne elettorali da candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle e sono stato in Consiglio comunale dal 2011 al 2017.

Nel 2017 mi sono dimesso dal Consiglio comunale e sono uscito dal M5S, perché non riuscivo più ad accettare la mancanza di una vera e propria linea politica, che lo portava a essere eccessivamente ambiguo su troppi temi e che da lì a poco lo ha condotto all’alleanza di Governo con la Lega di Salvini. Alleanza che, devo dire, non ho mai digerito.

Una nota di colore in merito. Quando ho corso come candidato Sindaco nel 2016 ho proposto un’alleanza con una lista civica locale molto interessante per i nostri valori e che avrebbe potuto contribuire in modo determinante a vincere le elezioni. Quella proposta fu bocciata, perché all’epoca il M5S non prevedeva la possibilità di fare alleanze durante le elezioni. Da lì a pochi mesi abbiamo visto tutti cos’è successo in Parlamento…

Pur guardando con interesse e apprezzamento il percorso che sta tentando di fare il M5S nell’ultimo periodo, non ritengo di rientrare.

Dopo l’Assemblea Generale degli Stati Generali del 2020 sono emersi con chiarezza alcuni indirizzi della base del Movimento su temi identitari di M5S come il limite ai due mandati, la posizione autonoma del Movimento rispetto alle alleanze elettorali, la Governance Collegiale e su questo dibattito oggi si inserisce la proposta del nuovo Statuto presentata da Giuseppe Conte e su cui andremo tra breve a votare. Un tuo commento su questa nuova fase del Movimento.

Lo sforzo evolutivo che sta tentando il MoVimento credo sia assolutamente apprezzabile.

Tuttavia, io non credo che i temi identitari del M5S siano il limite a due mandati o la posizione sulle alleanze. I temi identitari del M5S a cui avevo aderito erano (e mi auguro siano ancora) molto più concreti e molto più politici. La speranza è che si riesca al più presto a non dover più impiegare così tante energie su temi organizzativi interni, che sono fondamentali, ma non sono il fine dell’azione politica: sono solo lo strumento per raggiungerlo.

Mi auguro che dopo il voto sullo statuto, il M5S riesca a rimettere al centro della propria discussione i temi veri che lo contraddistinguono politicamente. L’ambientalismo, di cui oggi praticamente tutti i partiti si riempiono la bocca, non può essere solo un punto del programma, ma deve essere la prima priorità dell’azione politica, dev’essere il faro attorno al quale si costruisce il resto.

Pensiamo alle modalità di lavoro che sono in parte cambiate e che, purtroppo, vengono viste senza una visione d’insieme rispetto alle tematiche ambientaliste. Per esempio, le esigenze dei cittadini in materia di trasporti, che non sono diminuite, ma sono cambiate: oggi viene un po’ meno la dinamica dell’orario di punta, ma allo stesso tempo le persone hanno giustamente più timore a prendere pullman o treni affollati. Non si può inseguire queste esigenze, bisogna anticiparle. Oppure, un altro esempio, i diritti sul lavoro: lavorare da casa può aiutare a ridurre l’inquinamento, ma bisogna fare attenzione al rischio di alienazione che ne consegue; per non parlare poi del settore della logistica oggi così stressato.

Pensiamo al tema della salute: come si può pensare alla salute solo come cura? Salute vuol dire prevenzione, e prevenzione vuol dire vivere in un ambiente sano. Pensiamo anche all’innovazione tecnologica. Un tema su cui il M5S è sempre stato all’avanguardia. L’innovazione tecnologica porta a notevoli vantaggi, anche in tema ambientale, ma bisogna fare attenzione agli effetti negativi che ne conseguono.

Bisogna ricordare che “digitale” non vuol dire “inquinamento zero”, quindi bisogna diffondere una cultura del risparmio anche da questo punto di vista.

Sempre sul tema della rivoluzione digitale, non bisogna arretrare di un centimetro sul reddito di cittadinanza, ma non come lotta ideologica, come fu per l’annuncio dell’abolizione della povertà. Piuttosto bisogna far capire che quello è uno strumento di protezione contro l’inevitabile velocità di evoluzione del mercato del lavoro in un contesto così digitalizzato: oggi, non solo i posti di lavoro scompaiono, ma proprio i tipi di lavoro scompaiono velocemente o si trasformano. In questo contesto è inevitabile che molte persone si ritrovino, almeno una volta nella vita, a doversi reinventare e ad avere quindi dei periodi senza lavoro. Il senso del reddito di cittadinanza deve essere questo, e purtroppo questo messaggio non è passato abbastanza. E ancora, sempre per le stesse ragioni relative alla digitalizzazione del lavoro, è fondamentale che il M5S rimetta al centro della propria discussione la riduzione dell’orario di lavoro: è una proposta a cui il M5S ha sempre prestato attenzione, ma che ora ha un po’ messo in secondo piano.

Potremmo andare avanti con altri esempi, ma quello che voglio dire è che il M5S deve superare al più presto questo periodo di riorganizzazione interna, ma soprattutto deve avere il coraggio di recuperare quella visione del mondo che aveva alle origini. Non si può sempre dire solo cose che vanno bene a tutti: bisogna schierarsi, esporre la propria identità politica su temi reali.

Hai già avuto delle esperienze politiche come Portavoce M5S e quest’anno sarai il candidato Sindaco a San Giuliano Milanese non solo di M5S ma anche di tutto il centrosinistra con la coalizione “Uniti e Solidali per San Giuliano” composta da Pd, M5S e una lista civica (Sinistra ecologica, solidale, partecipata) sostenuta da Sinistra Italiana. Sei, quindi, un precursore della linea politica indicata da Giuseppe Conte. Com’è nata la tua candidatura e quali sono le aspettative per le prossime elezioni comunali di San Giuliano Milanese.

La coalizione è nata prima della proposta di candidatura al sottoscritto. I partiti che fanno parte della coalizione sono stati all’opposizione dello stesso Governo locale di centro destra e si sono accorti che la visione di città che avevano era molto più simile di quello che pensavano.

Si sono seduti attorno a un tavolo, hanno avuto conferma di questa comunione d’intenti e poi hanno cercato una figura che potesse fare sintesi per le tre realtà. Solo allora è arrivata la proposta a me e oggi sono il candidato sindaco della coalizione, senza essere in quota di nessuno dei tre partiti.

Prima di accettare la proposta ho chiesto a tutti i partiti di fare tesoro dei propri errori nel passato, che ci sono stati e che non bisogna ignorare, per poi compiere un vero rinnovamento trasparente e a testa alta. Per farlo non si poteva prescindere dal programma, quindi abbiamo avviato dei tavoli tematici che sono durati due mesi e hanno definito la nostra visione di città.

Adesso le persone che si avvicinano possono farlo consapevoli di come vogliamo la città fra 5 o 10 anni e possono dare il loro contributo sapendo qual è la direzione della nostra macchina. Non lo fanno solo perché siamo di un partito piuttosto che di un altro.

La nostra principale aspettativa per la campagna elettorale è proprio questa: riuscire a costruire un progetto politico che non abbia paura di schierarsi e che riesca a coinvolgere le persone su temi concreti. Partendo da posizioni politiche globali, per poi agire localmente.

CHI E’ LA NOSTRA GIORNALISTA

PAOLA PIZZIGHINI, avvocato giuslavorista e giornalista è Co-founder del Blog culturale Milano Sparkling Metropolis. E’ attivista del Movimento 5 Stelle, per il quale è stata candidata alle Elezioni Europee nel 2019 e Rappresentante per la Lombardia agli Stati Generali del novembre 2020, in prima linea per le prossime elezioni amministrative 2021 a Milano e nella Città Metropolitana.

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Paola Pizzighini

Sono Avvocato Giuslavorista con 10 anni di esperienza nei più affermati studi legali Milanesi a cui è seguita una lunga esperienza in Confindustria in cui ho potuto sviluppare le mie capacità relazionali ed empatiche nelle relazioni industriali e istituzionali.

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