San Siro, storia e memoria sacrificati alla speculazione

La decisione del Comune di Milano di procedere alla vendita dello stadio San Siro rappresenta una ferita profonda alla città e alla sua memoria collettiva. Non si tratta soltanto di un impianto sportivo: San Siro è un simbolo identitario, un luogo che ha accolto milioni di persone, eventi storici e momenti indelebili della cultura sportiva e popolare italiana.
Ridurre tutto questo a una mera operazione immobiliare ad esclusivo vantaggio dei club sportivi che porterà alla demolizione dello stadio è un errore imperdonabile da parte dell’Amministrazione Sala, una decisione che tradisce il rapporto con i cittadini e con i tifosi, trasformando un bene comune in un’occasione di speculazione.
La svendita di San Siro appare come l’ennesima dimostrazione di una politica miope, che non investe nella manutenzione e nella riqualificazione del patrimonio esistente, ma preferisce disfarsene al miglior offerente.
Chiediamo con forza al Comune di annullare questa operazione e aprire un nuovo confronto vero con la città, le associazioni, le realtà sportive e culturali, i quartieri interessati.
San Siro deve essere preservato, riqualificato e restituito a un uso pubblico e collettivo, non sacrificato agli interessi di pochi.
Milano merita una politica capace di guardare al futuro senza distruggere i simboli del suo passato. La vendita di San Siro non è solo una scelta sbagliata: è una resa.


