Sanità – Alzheimer, famiglie lasciate sole.
La Regione interviene per ridurre i costi nelle RSA e sostenere i caregiver
“Le famiglie lombarde che convivono con l’Alzheimer stanno affrontando da troppo tempo una battaglia silenziosa e solitaria. Regione Lombardia non può continuare a ignorare la loro voce.
Per questo ho depositato una interrogazione alla Giunta regionale per chiedere una revisione dei criteri economici applicati ai pazienti affetti da Alzheimer ricoverati nelle RSA e l’attivazione di misure di sostegno concreto per i caregiver familiari.
Chi ha un familiare con Alzheimer in RSA si trova a dover pagare una quota alberghiera che spesso supera i 2.000 o 3.000 euro al mese.
È una spesa insostenibile per la maggior parte delle famiglie lombarde, che arriva a durare anni, e che colpisce in particolare i redditi medio-bassi e le persone sole.
Una vera e propria ingiustizia sociale. Il sistema regionale distingue tra la parte sanitaria (coperta dal SSR) e quella alberghiera (a carico delle famiglie), ma questa divisione non tiene conto della natura cronica e invalidante dell’Alzheimer, una malattia che richiede assistenza continua e specializzata, non diversa da quella garantita ad altri malati cronici non autosufficienti.
Il risultato è che migliaia di caregiver, in gran parte donne, sono costrette a lasciare il lavoro o ridurre drasticamente l’orario, con gravi conseguenze economiche e psicologiche. A tutto questo, la Regione risponde con il silenzio.
Nell’interrogazione, chiedo, anche, alla Giunta di valutare misure fiscali regionali, come crediti d’imposta o detrazioni specifiche, per chi si prende cura quotidianamente di un familiare malato. In molti Paesi europei esistono già strumenti concreti per sostenere i caregiver e garantire assistenza dignitosa ai pazienti con demenza.
La Lombardia deve colmare questo ritardo e mettere al centro le persone, non i bilanci”.



