«Mi sono immediatamente attivata, dopo essere stata contattata dalle associazioni che da anni seguono e rappresentano le persone danneggiate da talidomide.
Le criticità segnalatemi meritano la massima attenzione istituzionale, perché riguardano cittadini che attendono da troppo tempo valutazioni eque, coerenti e uniformi.
Per questo ho presentato un’interpellanza, attraverso la quale chiedo a Regione Lombardia di farsi parte attiva nei confronti del Governo e del Ministero della Salute, anche tramite specifiche iniziative istituzionali o una risoluzione consiliare, affinché vengano superate le attuali criticità applicative dell’articolo 21-ter della legge 160/2016.
È necessario garantire criteri medico-legali uniformi, equi e coerenti su tutto il territorio nazionale e prevedere il riesame delle domande caratterizzate da valutazioni contraddittorie o da eventuali criticità istruttorie.
Fra le problematiche che mi sono state evidenziate vi sono valutazioni medico-legali difformi, criteri particolarmente restrittivi e disparità di trattamento tra soggetti che presentano quadri clinici analoghi.
L’interpellanza richiama inoltre le difficoltà derivanti dai requisiti probatori introdotti dal Decreto del Ministero della Salute n. 166 del 2017 e la necessità di tenere conto dei più recenti sviluppi scientifici e genetici nella valutazione delle domande.
Regioni come Emilia-Romagna e Toscana hanno recentemente approvato all’unanimità atti finalizzati a impegnare il Governo ad adottare criteri uniformi per il riconoscimento degli indennizzi.
Con questa interpellanza, chiediamo a Regione Lombardia di fare la stessa cosa.
Ovvero, promuovere iniziative concrete presso le istituzioni nazionali per assicurare una tutela effettiva dei diritti delle persone danneggiate da talidomide e garantire procedure valutative trasparenti, coerenti e rispettose del principio di uguaglianza»


