Il problema non sono gli studenti stranieri. Il problema è una scuola lasciata sola.
Se ci sono ragazze e ragazzi che non parlano ancora bene italiano, la risposta non può essere spostarli, dividerli o trasformarli in un problema da nascondere.
La risposta deve essere investire nella scuola.
Servono più insegnanti, più mediatori culturali, più risorse per l’inclusione, classi meno numerose e personale pagato in modo dignitoso.
Perché quando mancano strumenti, organici e sostegno, a pagare il prezzo sono tutti: studenti, famiglie e docenti.
Mettere un tetto agli studenti stranieri non risolve nulla. Serve solo a spostare il problema da una scuola all’altra, da un quartiere all’altro, da un bambino all’altro.
La scuola pubblica deve unire, non dividere.
Meno propaganda sulla pelle dei bambini. Più investimenti nella scuola.
Ecco il mio intervento alla trasmissione Metropolis, su Telenova


